Gli sfridi di ghisa stoccati nella vasca di carico vengono processati dalla pressa in automatico.
L’elevata pressione raggiunta nella camera di compressione consente di dare origine a bricchetti la cui densità è assai vicina a quella del "bulk" e che possono essere inseriti direttamente nei forni di fusione. Ciò si traduce in enormi benefici economici sia per le aziende che oggi vendono lo sfrido metallico, sia per le fonderie che presentano la lavorazione meccanica al loro interno.
Pompe speciali installate al di sotto della vasca di alimentazione e all’interno del basamento sul quale è installata la macchina consentono inoltre il recupero dell’agente emulsionante attaccato allo sfrido metallico.